venerdì 12 novembre 2010

ADI Impresa Docet


ADI DIPARTIMENTO IMPRESE PRESENTA: IMPRESA DOCET
Le aziende si raccontano, gli studenti domandano e scoprono.


Comunicato stampa

Milano, 11 ottobre 2010 – Parte il 25 ottobre il primo degli incontri IMPRESA DOCET, creato dal Dipartimento Imprese ADI - Associazione per il Disegno Industriale, per gli studenti universitari delle facoltà di design, architettura e ingegneria.
Sette gli appuntamenti IMPRESA DOCET, previsti in calendario da ottobre 2010 a maggio 2011, che vedranno impegnate sette imprese associate ADI in incontri con i giovani che vogliono cominciare ad avvicinarsi al mondo del lavoro.
Nei 120 minuti messi a disposizione per i singoli incontri i giovani avranno l’opportunità di ascoltare e poi confrontarsi con imprenditori, art director, ingegneri, direttori marketing e quanti contribuiscono a fare progetto all’interno delle aziende dell’Italian design.

I primi incontri nel 2010 sono:

• 25 ottobre: BTicino
• 23 novembre: Moroso


Gli altri incontri in calendario:

• 25 gennaio 2011
• 22 febbraio 2011
• 22 marzo 2011
• 19 aprile 2011
• 24 maggio 2011





Gli incontri si svolgeranno presso lo Spazio SAGSA di Milano (via Ripa di Porta Ticinese 111).
A svolgere il ruolo di moderatore degli incontri sarà Didi Gnocchi di Ultrafragola, il canale web TV di design che curerà anche le riprese degli incontri, visibili in streaming sul web.
Per la promozione e comunicazione di IMPRESA DOCET il Dipartimento Imprese ADI si avvarrà del canale universitario e di Due Monete, agenzia specializzata in viral marketing che veicolerà le notizie pre e post incontri attraverso Facebook, Twitter, Flickr, YouTube, blog e siti design.


Breve profilo BTicino
BTicino è da sempre testimone dei valori del nostro paese in termini di qualità, tecnologia d’avanguardia e cultura progettuale. L'attenzione al design ha contribuito alla diffusione del suo marchio nel mondo consentendole di ottenere importanti riconoscimenti, tra cui due Premi Compasso d’Oro per Living (1989) e My Home (2001). Con soluzioni tecnologiche innovative e design ha spesso anticipato l’evoluzione e le scelte del mercato (la serie Magic e le prese modulari, il Salvavita®, ...) influenzando il gusto all’uso delle funzioni elettriche, oltre che come elementi di comfort, di sicurezza e di risparmio energetico, anche come soluzioni di arredo.


Breve profilo Moroso
Moroso, fondata nel 1952 da Agostino Moroso, progetta e produce divani, poltrone e complementi d'arredo. Oggi Moroso è azienda leader nel suo settore, una posizione raggiunta grazie a diversi fattori quali la continua ricerca, l' innovazione delle tecnologie e nei materiali, la sapiente cura artigiana e una visione strategica e poliedrica del mercato.






Informazioni su IMPRESA DOCET:
Sig.ra Yara Cutolo
ADI – Associazione per il disegno Industriale
Via Bramante, 29 – 20154 Milano
Tel. +39 02 33 100 241



Blog di ADI Impresa Docet: http://impresadocet.wordpress.com/

martedì 31 agosto 2010

"PLEASE ME FASHION. FLUTTUAZIONI TRA ART E FASHION"_Sabbioneta Art Festival



PLEASE ME FASHION FLUTTUAZIONI TRA ART E FASHION

Sabbioneta, Palazzo Ducale
Photos by A.M.Bonora @ D+Arch


Opere di
Carlotta Actis Barone , Elvezia Allari , Marloes dieci Bhömer , Benedetta Bonichi, Bordin Sandra, Silvia Bordin , Paolo Cassarà , Nick Cave , Roberta Chioni , Antonella Cinelli , Girolamo Ciulla , Daniela Comani , Corpicrudi , Caterina Crepax , Corrado Dalcò , Degni Miky, Moria De Zen, Dvorak Louisa, Elmerald , Elisabetta Farina , Matteo Farolfi , Marina Fedorova , Sandro Ferrone , Massimo Festi, Silvia Fiorentino , Fabio Fornasari, Anna Fracassi , Francesca Gagliardi, Marina Gasparini , Massimo Giacon , Tea Giobbio , Ghita , Zoè Gruni , Hesselberg Susanna, Faiyaz Jafri, Knotan , Oskar Kogoj , Gabriele Lamberti , Gianmarco Lorenzi, Makarova Saša , Franco Matticchio , Fernanda Moneta, Gaetano Muratore , Jum Nakao , Barbara Pelizzon , Piero Perfetto , Mariuccia Pisani , Klaus Pobitzer , Gianni Renzi, Jeannette Rütsche , Schietekat Paolo , Antonello Silverini , Barbara Taboni , Cosimo Terlizzi, Giovanna Torresin , Vittorio Valente, Aleksandra Zaharova e Ilya Plotnikov , Andrea Zago, Zanetti Chiara, Dania Zanotto

A cura di
Isabella Falbo, Ferruccio Giromini, Roberto Roda
Con la collaborazione di
Marcello Pecchioli
 E il coordinamento di
Matteo Fazzi


Moda: croce e delizia della vita quotidiana, non solo quella femminile
Moda: oggetto e soggetto culturale nella storia e nella società , soprattutto al giorno d'oggi
Moda: inferno e il paradiso dello sguardo artistico , in particolare di quella contemporanea
Moda: la bellezza e provocazione, sempre


Comunicato stampa
La mostra propone una narrazione del rapporto tra arte e moda, mettendo in luce un panorama artistico in cui le tendenze più innovative sembra essere ispirato alla filosofia della convergenza, da contaminazione o di creatività multimediale. Nel corso degli ultimi dieci anni, Arte e Moda sembrare a diventare sempre più connesso, fino al punto in cui sono stati delineati nuovi statuti unificante. Anche se, considerando che l'arte è andato giù il percorso alla ricerca del criterio approvato, Fashion regolarmente rinnovata e reinventata, trasformandosi in un 'bene culturale' e "codice culturale". Oggi la moda è diventata una nave del 'presente', il mirroring del cambiamento e la consacrazione di nuove forme culturali.Installazioni, Abbigliamento- sculture, fotografie, video, pittura, i beni culturali: opere di sessanta artisti italiani ed internazionali - dall'Austria agli Stati Uniti, dalla Svezia alla Russia, dal Belgio Brasil - comporre un panorama stupefacente in cui Arte e Moda convertire e si sovrappongono.

PLEASE ME FASHION si dipana attorno al 5 ampie sezioni a tema, nello spazio di grande suggestione che è il Palazzo Ducale di Sabbioneta, occupando gli ampi spazi su entrambi i piani.

DE LUXE : Sins e espiazioni
      FASHION romanzi: La storia vestita
              De Sade sarti : Vanity 's inferni
                    FASHION intellettuali: fantasie hibrid arte
                            MODA TECH: Al di là della moda e verso il futuro


La Mostra ha avuto luogo entro il Sabbioneta ART FESTIVAL: Temi, Tendenze e nuove generazioni di Arte Contemporanea, 5 ° Giugno- 18 Luglio 2010, organizzato dal Centro Studi Giovanile ERMES , diretto da Matteo Fazzi.

sabato 28 agosto 2010

Mimmo Rotella. "Viaggio nel Grande Cinema"



Mimmo Rotella, Viaggio nel Grande Cinema

Inaugurazione in occasione della Notte Bianca il 4 settembre 2010 ore 21.30,
Castello Visconteo di Pavia, Musei Civici


“L'artista sensibile a ciò che succede nel
mondo dovrebbe raccontare con la sua
creatività i fatti più importanti

della nostra vita.”
Mimmo Rotella


Comunicato Stampa

La rassegna presenta trentacinque multipli décollages sul tema del Grande Cinema realizzati da Mimmo Rotella (1918-2006).
Protagonista della scena internazionale dell’arte del nostro secolo, Mimmo Rotella nel 1961 aderisce, su invito del critico Pierre Restany, al gruppo del Nouveau Réalisme che annovera, fra gli altri, Klein, Tinguely, César, Spoerri, Arman e Christo.
All’epoca della dolce vita romana Rotella comincia il suo lavoro di esplorazione del mondo delle immagini come espressione della società in termini di consumi, atteggiamenti, sogni e speranze. Dalla seconda metà degli anni Cinquanta l'artista ruba e strappa i manifesti pubblicitari dalla strada per poi incollarli su tela e strapparli nuovamente. I suoi soggetti preferiti sono i cartelloni che promuovono le star e i grandi titoli delle pellicole cinematografiche, che racchiudono sogni e miti di intere generazioni.
La mostra ospitata presso il Castello Visconteo di Pavia presenta una rassegna dedicata al cinema dove i Cult Film e gli attori mitizzati si susseguono in un viaggio attraverso il tempo. Tra i soggetti in mostra troviamo Via Col Vento, Gilda, La Magnifica Preda, Batman, Diabolik, Casablanca, Caccia al Ladro, Il Gigante, Fermata d’Autobus, A qualcuno piace caldo, L’Angelo Azzurro, La Giungla d’Asfalto e molti altri.
Le opere, realizzate dal maestro negli ultimi anni della sua attività, sono décollage eseguiti singolarmente, raccolti in tiratura, numerati progressivamente e firmati dall’artista. La tecnica si basa sulla stampa di un manifesto su un fondo di supporto e la successiva applicazione di un altro manifesto, sovrapposto e incollato per rendere attuabile lo strappo a mano del maestro, che interviene personalmente sulla tiratura.
Ogni esemplare dunque, pur rispondendo al concetto di multiplo, viene trattato come un'opera unica originale, rientrando pienamente nel senso complessivo del lavoro di Rotella.


Castello Visconteo, Musei Civici
Viale XI Febbraio n. 35, Pavia
Dal 5 settembre al 4 ottobre 2010
martedì - domenica: 10.00 alle 17.50

Per info:
http://www.art-action.it/ Studio d'Arte Contemporanea

venerdì 27 agosto 2010

"People meet in architetcture". T-B A21 alla Biennale di Venezia 2010




Thyssen-Bornemisza Art Contemporary alla 12. Mostra Internazionale di Architettura

People meet in architecture

La Biennale di Venezia 2010





Comunicato Stampa
Impegnata nella commissione e nella produzione di progetti di arte contemporanea Thyssen-Bornemisza Art Contemporary da anni è anche coinvolta nello sviluppo, nella produzione e, più in generale, nel discorso relativo all'architettura contemporanea con progetti come Your black Horizon di Olafur Eliasson e David Adjaye, The morning Line di Matthew Ritchie e Aranda\Lasch, cosi come altre collaborazioni con la Biennale di Architettura di Venezia.
Quest'anno, T-B A21 è stata invitata a co-produrre thebuildingwhichneverdies dello studio R & Sie (n) e Modern Primitives di Aranda \ Lasch presentati in People Meet in Architecture, a cura di Kazuyo Sejima, cosi come alcune interazioni più piccole con Berger&Berger e Hernan Alonso Diaz nel Padiglione Austriaco.

Aranda\Lasch, Modern Primitives - 2010
con Island Planning Corporation
Modern Primitives è uno spazio che sembra cadere a pezzi, e ricostruirsi allo stesso tempo. È una rovina contemporanea dove oggetti ricoperti di piante e piante ricoperte di oggetti vengono dispersi liberamente nello spazio espositivo. A seconda di come viene percepito il ciclo, questo spazio può rappresentare il luogo da dove veniamo o quello dove stiamo andando.
L’installazione è composta da grandi blocchi di pietra, piccoli pezzi primitivi costruiti su massi più grandi sui quali ci si può sedere, appoggiare o che si possono tenere tra le braccia. Analizzandola in modo più semplice, Modern Primitives è un modo per arredare uno spazio. Questa idea può diffondersi al di là della mostra e contaminare la città - nelle strade, nei canali e nei giardini di Venezia.” (Aranda \ Lasch)
In esposizione in questo momento: The Morning Line, Istanbul, Eminönü Square. Un palcoscenico per la musica contemporanea e la composizione, The Morning Line è una struttura pubblica – alta 8 metri e lunga 20, costruita con 17 tonnellate di alluminio – che esplora le interrelazioni tra arte, architettura, musica, matematica, cosmologia e scienza.

R&Sie(n), thebuildingwhichneverdies - 2010
Il contributo di R & Sie (n) alla 12. Mostra Internazionale di Architettura - un progetto per Zumtobel Light Company - potrebbe diventare un "cabinet de curiosité" nel contesto della Biennale. Come un laboratorio thebuildingwhichneverdies (l'edificio che non muore mai) è un centro di ricerche che si occupa di tre campi: l'adattamento fisiologico al buio per ridurre l'inquinamento luminoso urbano, i cicli circadiani degli esseri umani e gli effetti della melatonina attraverso il controllo di intensità della luce artificiale, e le patologie legate ai raggi UV, conseguenza dell’indebolimento dello strato di ozono. Proprio per questo terzo aspetto della ricerca, la superficie esterna del laboratorio è formata da componenti incandescenti sensibili ai raggi UV con pigmenti Isobiot®ope che, come una moltitudine di marker, rivelano il livello di pericolosità dei raggi. Lo scopo è quello di mostrare la sostanza della luce, attraverso apparecchiature che sono contemporaneamente fisiologiche, psicologiche e patologiche, articolando l'ambiguità e la contraddizione di effetti sicuri e non sicuri.

Berger/Berger, Ça va (a prefabricated movie theater) - 2010
Ça va (a prefabricated movie theater) è la creazione di uno spazio unico dedicato all’incontro dei film con il loro pubblico. Originariamente proposto nel quadro dell’opera teatrale Ça va di Philippe Minyana, e diretto da Robert Cantarella presso il Teatro di Digione, questa alcova pubblica è una busta posta all'interno di un’altra. Un cinema temporaneo, risultato di un protocollo che determina il comportamento di un pubblico, che può portare lo spettatore ad un’esperienza che va oltre la semplicità dell’utilizzo di un oggetto costruito.
Per la 12. Mostra Internazionale di Architettura a Venezia, il teatro prefabbricato presenterà una vasta scelta di opere: film, video, installazioni sonore - creati dagli artisti invitati. TB A21 contribuira’ con alcuni film della sua collezione al programma di Berger/Berger: Mario Garcia Torres, Carta Abireta uno a Dr. Atl (2005), Teresa Hubbard & Alexander Birchler, Single Wide ( 2002) e Rodakis di Olaf Nicolai (2007).

Hernan Diaz Alonso, TB A21 Patagonia - 2010
Il modello TB A21 Patagonia presentato alla 12. Mostra Internazionale di Architettura incarna la continuazione dell’animazione TB A21 Patagonia del 2008, un esperimento su una forma remota di architettura. Situato alla base delle Ande in Argentina, di per sé un habitat remoto, questo proto-museo agisce come un ambiente estetico allargato all'interno del paesaggio arido della regione. Con l’intervento di un'intelligenza straniera ma sensibile si può sviluppare una nuova condizione ambientale. Coloro che vi si dedicano, possono trovare una nuova e inaspettata capacità di accedere a quella condizione dinamica e profondamente energetica che produce l'ambiente stesso. Poiché questa forma mutante, più organo che creatura, passa dalla periferia al suo centro, fa emergere sacche di spazio che formano così l’intero progetto”. (Hernan Diaz Alonso)

Conversations on Mineral Furnishings
I progetti saranno contestualizzati attraverso una serie di conversazioni dal titolo Conversations on Mineral Furnishings ospitate all’interno dello spazio sperimentale progettato da Aranda \ Lasch e illustreranno il titolo della mostra di quest’anno People Meet in Architecture; in questo modo si perseguirà lo scopo principale della fondazione che è quello di sottolineare lo scambio pratico, intellettuale e teorico tra artisti, architetti, storici, critici, studiosi e curatori. Lo spazio è stato scelto appositamente per la sua caratteristica di luogo intimo e progettato per il dialogo.

Thyssen-Bornemisza Art Contemporary
Fondata nel 2002 da Francesca von Habsburg, la Thyssen-Bornemisza Art Contemporary (T-B A21) è il risultato della dedizione all’arte della famiglia Thyssen, ormai alla quarta generazione. La fondazione finanzia progetti di portata internazionale che esplorano modi di presentare che intendono provocare e ampliare il modo in cui il pubblico può percepire l’arte e l’architettura.


12. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia
diretta da Kazuyo Sejima
29 agosto - 21 novembre, 2010
Giardini e Arsenale e varie sedi
Preview 26 agosto 26 – 28, 2010
Orari 10 – 18 pm


Conversations on Mineral Furnishings
28 agosto 2010, 13:00–15:30
Padiglione Italia, Palazzo delle Esposizioni

Projects Credits
Aranda\Lasch, Modern Primitives, 2010
With Island Planning Corporation
Supported by Fendi
Coproduced by Thyssen-Bornemisza Art Contemporary
Arizona State University – School of Architecture + Landscape Architecture
The Johnson Trading Gallery

R&S ie(n)/ New-territories, thebuildingwhichneverdies, 2010
On the biennale R&Sie(n) is associated to Stephan Henrich, M/M, Benoit Lalloz, with the participation of Gaetan Robillard, Gorka Arrizabalaga, Jean-Michel Castagné & Sandra Meireis, Ulrike Marie Steen, Hamish Rhodes, Gabriel Blue Cira, Alessandra Vassallo, Sina Momtaz, Liz Langard, Melissa Millot
Project for Zumtobel
Coproduced / cocommissioned by Zumtobel Lighting GmbH, Austria, and Thyssen-Bornemisza Art Contemporary
Additional support of CULTURESFRANCE—Ministère des Affaires étrangères et européennes / Materialise—3D print, Belgium and Tecmolde—CNC production, Spain

Berger&Berger, Ça va (a prefabricated movie theater), 2010
Construction team: Pyrrhus Conception
Technical managers: François Gaultier-Lafaye, Clément Arnoux
With the support of: Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, Caterina Tognon Arte Contemporanea, ThyssenKrupp Elevator, CULTURESFRANCE, Ministère de la culture et de la communication, Service Culturel de l'Ambassade de France à Rome, Alain Resnais et Ciné Mag Bodard, Lux, DCTP Info & Archive, Garvan acoustic
Apart from the films, T-B A21 gave a hd-projector on loan

Hernan Diaz Alonso, T-B A21 Patagonia, 2010
Commissioned by Thyssen-Bornemisza Art Contemporary

Image credits
Aranda\Lasch
Modern Primitives, 2010
Coproduced by Thyssen-Bornemisza Art Contemporary
Photo: Courtesy of the architects
R&Sie(n)
thebuildingwhichneverdies, 2010 (study)
Coproduced by Thyssen-Bornemisza Art Contemporary
Photo: Courtesy of the architects
Hernan Diaz Alonso / Xefirotarch
T-B A21 Patagonia, 2008
Thyssen-Bornemisza Art Contemporary
Still: Courtesy of the architect
Berger&Berger
Ça va (a prefabricated movie theater), 2010
Supported by Thyssen-Bornemisza Art Contemporary
Photo: Guillaume Ziccarelli

Contatti/Informazioni
Thyssen-Bornemisza Art Contemporary
Himmelpfortgasse 13, 1010 Vienna
T +43 1 513 98 56 17
F +43 1 513 98 56 22
press@tba21.org
Silvia Macchetto
T +39 338 342958
silvia.macchetto@gmail.com
Giovanni Sgrignuoli
T +39 328 9686390
giovanni.sgrignuoli@gmail.com
Christina Werner/w.hoch.zwei.
Breite Gasse 17/4, 1070 Vienna
T +43 1 524 96 46 22
F +43 1 524 96 32
werner@kunstnet.at
Christina Werner/w.hoch.zwei.
Breite Gasse 17/4, 1070 Vienna
T +43 1 524 96 46 22
F +43 1 524 96 32
werner@kunstnet.at


mercoledì 30 giugno 2010

"Aprire le zolle" - OUTSIDER ART





Era da qualche tempo che volevamo farlo, mollare del tutto l’ormeggio, essenzializzare, evitare l’eccesso di ragionamento, andare al nocciolo della questione, a monte dei concetti; ritrovare l’innocenza, affrancarci da troppe infrastrutture culturali, dalle costruzioni mentali, dall’eccesso di parole, parole, parole…. Aprire le zolle, ecco cosa volevamo fare: un po’ come abbiamo appreso da Ezechiele Leandro, che di noi che veniamo dalla Puglia è Maestro.
Ezechiele….e poi? E poi ci sono loro, i bambini; quando siamo in conversazione con un adulto e spesso, troppo spesso siamo lì ad annoiarci, con la coda dell’occhio non perdiamo di vista i movimenti della penna dei nostri bimbi e il foglio bianco che va riempiendosi; lo stupore è garantito, sempre! E poi? E poi c’è chi si salva dai processi produttivi – cosuma-produci-crepa – chi ne è tagliato fuori, respinto per inadeguatezza, mancanza di meccanicità, carenza di automatismo; chi si è sicuramente salvato dalla corruzione che tutti tenta e nessuno risparmia….
Dubuffet, già una settantina di anni fa, ebbe l’intuizione che sotto quel silenzio, quell’atto di esclusione che spesso degenerava (e degenera, magari con metodi più raffinati) in castigo travestito da “cura”, dietro quell’isolamento forzato doveva esserci un tesoro, doveva celarsi una goccia di splendore preziosa per tutti; bastava trovare un metodo delicato per farla emergere….e poiché lui era un artista, non ci mise molto a capirlo: serviva solo dotare di un pennello quelle mani reputate inutili ai meccanismi vuoti e nevrotici della crescita del PIL, e il gioco era fatto, la situazione capovolta e gli inabili adesso siamo noi, i poveri schiavetti, gli alienati.
Abbiamo fatto un giro tra diverse realtà del panorama italiano che ospitano persone respinte al margine del caos, quello insensato che viviamo quotidianamente; persone, almeno per questo, più innocenti di molte altre. Abbiamo capito che molto c’è da fare, ma abbiamo scoperto anche che c’è chi fa, anche a fatica, qualcosa di veramente impagabile: artisti e maestri d’arte che da anni si preoccupano di creare ambiente e condizioni perché il fiore possa schiudersi, e possa farlo nel migliore dei modi; veri Atelier d’Arte dove l’arte sgorga spontanea, come acqua dalla fonte…
Ci siamo riusciti, senza risorsa alcuna se non la voglia di essere insieme, fuori e dalla parte della bellezza.

“Aprire le zolle” è una mostra collettiva di Outsider Art, un piccolo evento senza grandi pretese, che comprende opere di artisti provenienti dagli Atelier “Le Rose” (Firenze), “ Il Mattone” (Genzano), “Blu Cammello” (Livorno), “Arti e Mestieri” (Roma), “Progetto Terrae” (Crispiano), “Progetto Giuseppina” (Roma).

Aprirà sabato 3 luglio - h.19,30, con un intervento di Paolo Iavarone e la speciale partecipazione del poeta\cantautore Paolo Zanardi; e chiuderà il 31 luglio, giusto in tempo per festeggiare il 109° compleanno di Jean Dubuffet.
Claudio Muolo

Photos © Claudio Muolo_ PREVIEW EXHIBITION @ D+Arch

Con la partecipazione di:

- Paolo Iavarone ( Atelier il Mattone – Complesso Integrato Riabilitativo San Giovanni di Dio Fatebenefratelli - Genzano di Roma).
- Cristiana Rossi, Marco Secci, Mimmo Epicoco, Daniela Di Furia (Laboratorio Arti e Mastieri – Opera Don Guanella – Roma).
- Riccardo Bargellini, Clara Rota (Atelier Blu Cammello – Livorno).
- Giancarlo Tissi (Comunità Progetto Giuseppina – Roma).
- Paola Sacchi, Viola Tortoli (Coop. Sociale Le Rose – Firenze).
- Lisa Serio (Progetto Terrae – Centro Salute Mentale Crispiano - TA).
- Tonino Geremia (Ass. Cult. Le Vie dei Canti – Genzano di Roma).

In collaborazione con:

- Ass. Cult. Il Chiodo di Sermoneta.
- Studio maRAMEo – Lampade Artistiche.

© Studio maRAMEo – Mr. Full Lover


Espongono, tra gli altri, gli artisti:

Anna “Cosi” Pugnali, Luigi Baldoncini, Angelo Valentini, Franco Faroni, Giovanni Perrone, Ascer Raccah, Antonio Ruggiu, Mario Papi, Michele Iannaccone, Giovanni Vitalini, Rodolfo Vaccaro, Luigi Tuveri, Gaetano Porcellini, Riccardo Sevieri, Nicola Cipollone…


“Aprire le zolle”
Outsider Art
dal 03 al 31 luglio 2010
a cura di CLAUDIO MUOLO
"Il Chiodo di Sermoneta"
Piazza del Popolo, 13
Sermoneta (LT)
tel. 3474096112

mercoledì 9 giugno 2010

DMY_ International Design Festival Berlin 2010




Questa sera parte l'8° edizione del DMY International Design Festival Berlin  con una cerimonia di inaugurazione in un vasto hangar dello storico ex aeroporto di Tempelhof a Berlino.
Oltre 11.000 metri quadri pieni di prototipi e nuovi prodotti da oltre 400 progettisti per scoprire gli ultimi sviluppi nel campo del product design contemporaneo.

DMY Festival Berlin 2010. Image © DMY Berlin - Fesivalcatolog.


DMY BERLIN in collaborazione con CREATE BERLIN, durante la Milan Design Week 2010, hanno presentato 7 designer/laboratori creativi di Berlino per la mostra "Made in Berlin - Open Process". 
Culture Form, E27, ett la benn, llot llov, Mark Braun, OLIVERVO  e Werner Aisslinger, questi i nomi dei selezionatissimi partecipanti alla mostra, allestita in un particolare spazio di Zona Tortona: un "garage", dove gli strumenti, le macchine e i materiali rispecchiano la vita quotidiana di lavoro. "Open process" ha così offerto uno sguardo più da vicino ai processi di progettazione, dalla prima ispirazione e concetto, fino ad una serie di prototipi.

Made In Berlin - Open process 2010 @ Zona Tortona. Image © 2010 DMY Berlin.


Quest'anno il DMY International Design Festival Berlin apporterà ulteriori novità rispetto le passate edizioni:

DMY Maker Lab,
che esplorerà la realizzazione di nuovi design e incoraggiare la progettazione e il pensiero aperto. Diverse postazioni-laboratorio inviteranno i visitatori a imparare, giocare e sviluppare la progettazione di altri fornendo un panorama di tecnologie e strumenti come stampanti 3D, taglio laser, plastica bio e di altre tecnologie fai-da-te. Così tutti potranno sperimentare il flusso costante e i principi della cultura digitale, come la condivisione e il crowdsourcing.
 
Swiss Design Focus,
in seguito al Dutch Design Focus dello scorso anno, il festival di quest'anno avrà un riflettore speciale sul design svizzero con l'introduzione delle scuole di design più importanti del paese, tra cui una mostra speciale EPFL + ECAL Lab e la prima mostra su prodotti basati sulla tecnologia FIDU presentati da Oskar Zieta e ETH Zürich, nonché opere e progetti da studi di design selezionati. Inoltre, la sezione mostra esporrà i vincitori del «Design Preis Schweiz» e premierà il futuro talento con l'Eidgenössischer Design Preis für.
DMY Festival Berlin 2010. Image © DMY Berlin - Fesivalcatolog.


venerdì 14 maggio 2010

Uno "Sguardo sulla Realtà e Oltre" a Sant'Andrea al Quirinale.


AutoriOnline - Community d'Arte e Cultura
Mostra internazionale Collettiva di Arti Visive
"SGUARDO SULLA REALTA' E OLTRE"
A cura di Elisa Govi
Coordinamento Maurizio Lamorgese
Complesso di Sant'Andrea al Quirinale
Via Piacenza, 1 – Roma
Dal 14 maggio al 28 maggio 2010
Inaugurazione 14 maggio, ore 16


L'appuntamento, il programma sono di quelli da non perdere:
il vernissage inizierà alle ore 16 e sarà presentato l'Albo degli Scrittori e degli Artisti 2010 (Edizioni Artescrittura, la casa editrice di AutoriOnline), con presentazione di Deborah D'Agostino e Massimo Nardi nel quadro e nell'ambito della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore, promossa dalla Commissione italiana per l'Unesco.
La sera il programma continuerà al Caffè Letterario di Roma (Via Ostiense 95, ore 21.30), dove sarà inaugurata la Galleria "Il Cubo d'Arte" con la mostra fotografica personale "Essenzialmente" di Matteo Colla.

La serata sarà inoltre animata da videoperformance e letture poetiche nell'ambito della Giornata UNESCO.

"Sguardo sulla Realtà e Oltre è la celebrazione di un incontro, quello tra un centinaio di Opere d'arte contemporanea, a evocazione di altrettanti Autori. Protagonisti saranno dunque gli Artisti, impegnati a mettere in scena il loro presente espressivo con una sola opera realizzata. Sintesi come selezione, distillazione del messaggio individuale, mediato da grandi nomi e giovani altrettanto talentuosi, nell'eterogenea varietà di tecniche e linguaggi della comunicazione attuale. Dialogo tra individuale e globale, tra percorsi già tracciati e strade in divenire, l'Evento sarà emblema di discontinuità, non racconto, esemplificazione; l'intento è di riprodurre un frammento veritiero di arte contemporanea, colta nel preciso istante del suo caotico e contraddittorio divenire. Mediando l'astratta teoria con la viva materia della nostra sensibilità, la Mostra diviene una sorta di schema trascendentale per carpire tratti inattesi ma riconoscibili dello stato dell'arte di oggi; arte come comunicazione di Realtà, nella Realtà. Il visitatore potrà ancora sorprendersi entusiasmato per le impreviste libertà cui l'immaginazione viene ammessa, campi inesplorati da attraversare: la mente non potrà che cedere momentaneamente il passo, per riprendersi subito dopo, sollecitata da stimolanti evidenze.

Realtà, dunque, dell'arte e del mondo... e Oltre, a indagare le forme e i contenuti nascenti, per decodificarne le direzioni future, per assecondare le manifestazioni di creatività che, pur non salvando il mondo, certo possono renderlo migliore.
Non ci resta che attendere".
Elisa Govi


Per maggiori dettagli:

sabato 8 maggio 2010

“VUOTI -pieni SILENZI -suoni”. Sculture di Debora Mondovì



Questa mostra rappresenta un momento di sintesi del percorso artistico della scultrice Debora Mondovì, la cui ricerca ha sempre avuto uno stretto legame con la musicalità delle forme fino a giungere oggi alla completa fusione con il suono elettronico grazie alla stretta collaborazione con la compositrice Silvia Lanzalone.
Le sculture in terracotta in esposizione sono tutte realizzate con la tecnica a colombini, e la variazione cromatica è data dall’utilizzo di differenti argille talvolta ingobbiate. Questa tecnica, molto antica e da sempre utilizzata dall’artigiano, permette di creare forme vuote e aperte, in modo da creare un continuo dialogo tra lo spazio esterno e quello interno alla scultura, tra la presenza e l’assenza di materia.
Oltre alla terracotta Debora si è appassionata anche alla lavorazione del legno e della corda, materiale quest’ultimo che ha suscitato in lei un fascino particolare sia da un punto di vista estetico che di metodologia di lavoro. Ogni differente materiale rappresenta per l’artista anche una differente idea di tempo o ritmo della vita: così la pietra, inserita integra, simboleggia l’eternità del tempo che non porta i segni della nostra vita, ma quelli della vita; la creta invece indica il tempo che passa velocemente, le dita che plasmano l’argilla registrano ogni istante nel suo divenire; e infine la corda, che porta in se il movimento ripetitivo e costante della mano, un ritmo mantrico capace di educare all’attesa e alla riflessione.
La mostra, aperta da sabato 8 maggio a domenica 6 giugno, racchiude anche due momenti performativi, durante i quali la voce poetica di Simonetta Sterpetti si farà portavoce dell’incontro tra forma e suono; alla voce dell’interprete sarà quindi lasciato l’impervio compito di prendere per mano l’arte del suono e l’arte della forma per lasciarle poi andare all’unisono.
Il primo evento performativo in programma, previsto per sabato 8 maggio, avrà come protagonisti il suono del Kyotaku (flauto giapponese) suonato da Marco Cambon e la voce poetica di Simonetta Sterpetti che reciterà brani da lei scelti per l’occasione.
Il secondo, invece, è programmato per sabato 29 maggio e avrà ancora come protagonista la voce poetica di Simonetta Sterpetti in dialogo, questa volta, con una scultura sonora della Mondovì, la cui musica integrata è opera della compositrice Silvia Lanzalone. L’opera scultorea è stata progettata per risuonare a determinate frequenze dello spettro acustico e consiste di elementi cavi di diverse dimensioni entro cui i suoni vengono amplificati ed elaborati coerentemente alla conformazione e grandezza della cavità.
L’installazione sonora resterà in esposizione fino al termine della mostra.
Tutti gli autori dei due eventi, a un diverso livello, hanno in comune la capacità coltivata nel tempo di trasmigrare da una situazione all’altra: dal suono al silenzio, dal dentro al fuori… dal pieno al vuoto; da un tempo infinito a un istante.

Tra le opere, tre quadri di Robert Kilarski e alcune lampade artistiche dello studio maRAMEo.
[comunicato stampa a cura di Claudio Muolo]




Photos © Claudio Muolo_ PREVIEW EXHIBITION @ D+Arch



“VUOTI -pieni SILENZI -suoni”. Sculture di Debora Mondovì
dal 08-05 al 06-06-2010

 a cura di CLAUDIO MUOLO

"Il Chiodo di Sermoneta"
Piazza del Popolo, 13
Sermoneta (LT)
tel. 347 4096112

lunedì 3 maggio 2010

"SUI GENERIS": un festival per le pari opportunità a Mantova.




Oggi vi voglio presentare qualcosa di insolito per questo blog, un qualcosa che non si può pensare di accostare di primo acchito all’arte, all’architettura e al design. Ringrazio perciò anticipatamente D+Arch per la sua disponibilità a concedermi un po’ di questo suo bellissimo spazio.
Vi spiegherò i motivi per che mi hanno portato a proporre loro di mettere in risalto questo Festival.
Partiamo dal titolo: SUI GENERIS per le pari opportunità in economia, politica e famiglia”. Per un blog attento ai temi del sociale e del femminile una cosa del genere poteva interessare, al di là della solidarietà, perché mette sul tavolo degli oratori un evento straordinario: lo spettacolo della vita di tutti i giorni. Chiama sul palco tutti gli attori coinvolti e li invita a mettersi in gioco per creare qualcosa di reale e costruttivo.
Continuo, sottolineando che non ho usato la parola attori a caso perché il tutto sarà accompagnato da performance teatrali studiate per essere pungenti e stimolanti per la discussione e il confronto. Per 3 giorni tra teatro, università, sedi di confederazioni sindacali, bar e piazze in cui si svolgeranno i vari eventi, ci si potrà muovere per la città su risciò trainati dai performer di Teatro Magro.
Un ultimo pensiero è andato alla crisi economica. L’economia, la politica e la famiglia nel nostro paese portano i baffi. Per avere possibilità di una carriera la donna deve dimostrare, molte volte, di essere un “vero uomo”, rinunciando a ciò che maggiormente la caratterizza: se stessa. Cosa c’entra con la crisi? Un’Italia più aperta verso il genere femminile, in tutti i campi, può risollevare le sorti della nostra economia e del nostro, disastroso, PIL.
Ora vale la pena nominare l’arte perché essa svolge, come anticipatrice di questo modo di fare, una parte da prim’attrice. Molte aziende che promuovono design e innovazione sono condotte da donne o hanno affidato a donne i loro progetti.

Se vi interessa conoscere quale marcia in più hanno le donne venite a Mantova il 6-7-8-maggio 2010.
A.M. Bonora



venerdì 23 aprile 2010

INGO MAURER. "Hoi polloi – This, that and the others "@Spazio Krizia


"Hoi polloi – This, that and the others", questo è il titolo dell'evento "fuori salone" dedicato ad Ingo Maurer ed ospitato - come da tradizione ormai - nello Spazio Krizia.

"Woonderlux", la sua ultima creazione, rende omaggio alla tradizione della lampadina: a prima vista sembra una classica lampadina a incandescenza ma, a una più attenta osservazione, si nota che in realtà la sorgente luminosa è un LED, nascosta nel bulbo di vetro che in realtà è vuoto! Così Woonderlux emana una luce misteriosa.
Disponibile a 12 e 24 volt, è allo studio una versione ad alto voltaggio, per poterla installare su un normale portalampada E27, senza trasformatore.

D+Arch, nella serata d'inaugurazione, ha scambiato due chiacchere con l'"artista-designer".

D+Arch: Cosa consiglia ai giovani designer sconosciuti?
I.M.: Siate inusuali, abbiate il coraggio di osare e votate in modo significativo!
D+Arch: Ogni anno non manca all'appuntamento con la settimana milanese, porta sempre una sua novità nello Spazio Krizia. Perche qui?
I.M.: Perchè Krizia è un'amica e mi mette a disposizione il suo spazio, c'è da sempre una profonda e reciproca stima, qui mi sento in una dimensione più familiare!
D+Arch: Cosa pensa della crisi economica italiana?
I.M.: l'Italia non è un paese difficile perché qui c'è mercato!
D+Arch: Cosa pensa della Milan Design Week abituato a fiere più internazionali come Francoforte e New York?
I.M.: Milano è importante tanto quanto Francoforte e New York!


Photos © D+Arch_Spazio Krizia, opening 14-04-2010.


"Hoi Polloi" is the name of Ingo Maurer's exhibition during the 2010 Milan design week.
As every year Spazio Krizia hosted the most recent works of this famous German designer whose creative process can be well represented by his slogan:
"New Days, New Lights, New Thinking".

WonderluLux is a low-voltage Led bulb. At first glance it looks like a like a classic incandescent lamp, but the fine glass bulb is empty: the LED light source is hidden inside the socket.
Woonderlux can be made in various versions, for 12 or 24 volts. A high-voltage version is currently in the planning phase. In that case the bulb will be screwed into a traditional E27 socket, without requiring a transformer.
All Ingo Maurer career is related with a light bulb. In 1966, his first work, Bulb shot him straight into the Museum of Modern Art's collection. At present, Ingo Maurer is fighting for the light bulb's survival with a war-cry of "Protect yourself from stupid rules, use the Euro Condom!"
He has created the Euro Condom (presented last year) especially for this : it is made of heat-resistant silicon, so that a clear light bulb can be turned into a pearl one instantly.
His new creations ,Woonderlux and Hoi Polloi are again fine bulbs.

During a famous interview he says . " .... "And we're being forced to accept the compact fluorescent lamp as a substitute […]. We recommend protest against the ban, civil disobedience […]." So the question asked in the wonderful name for a lamp "Wo bist du, Edison …?" (Edison, where are you …?) (1997) could now read "Wo bleibst du, Edison ..?" (Edison, where have you gone …?).

"Hoi Polloi" expresses the Ingo Maurer's love for the light bulb. It's not just new low-voltage Led system, but a suspended locus where thread,socket and glass dance as climbers on the rope.

Spazio Krizia presented too an interesting work, “Robotzki”, by Benedikt Achatz. “Robotzki” uses technology and precision mechanics to reproduce the functional principles and articulations of the human arm. The led lamp is controlled electronically using five motors, several programmable microcontroller modules and a software interface that remains open to future additional input-output devices (e.g. sensors and light regulators).
Ingo Maurer says about this lamp: " the result is a fresh and provocative reinterpretation of a classic icon: the task lamp. ...the fusion of science, artistry, craftsmanship, materials and aesthetic visions".

Finally Ingo Maurer answered to some D+Arch's questions.

D+Arch: Any advice for unknown young designers?
I.M.: Three things
1) vote in a good and meaning way
2) be unusual
3) be courageous to risk
D+Arch: Why every year you don't miss MILAN DESIGN WEEK?
I.M.: Because Krizia is a friend and she's very generous to give me this great space where there is a "family dimension".
D+Arch: What do you think about the Italian economic crisis?
I.M: Italy is not a difficult country . Here is the market.
D+Arch: And what about Milan Design Week?
I.M.: That's really an important event as that of New York and Frankfurt.


Spazio Krizia
via Manin, 21
20121 Milano

martedì 13 aprile 2010

"70 m2". Uno spazio per le idee a Livorno.



A Livorno, in via Poggiali n. 10, c’è uno studio di architettura che ha messo a disposizione un’area espositiva, “70 m2” - dalla sua dimensione - per chi vuole un’opportunità per farsi conoscere, con eventi “temporanei e contemporanei”.
“70 m2” è un’iniziativa degli architetti Lucia Posarelli, Marta Righeschi e Marco Lulli, che circa un anno fa hanno deciso di aprire il loro studio a questa nuova attività, dedicando uno spazio ad ogni genere di "apporto creativo".

Lo spazio ospiterà mostre temporanee di giovani artisti, artigiani, art designer, architetti, ecc, il cui filo conduttore è “la ricerca creativa che deve essere alla base di ogni progetto”. Sono allestimenti o eventi brevi, personali o collettive, racconti o incontri proposti a coloro che “trovano stimolo nella creatività e sono aperti a contaminazioni” e, allo stesso tempo, permettono allo studio d’innescare un circuito culturale su ciò che l’appassiona.

È una vetrina e un’ottima occasione per la diffusione e lo scambio d’idee tra la città di Livorno e realtà diverse, per luoghi e cultura.
L’obiettivo di “70 m2” è di mostrare “il lavoro di un artista, le potenzialità di un materiale”, far conoscere le novità, stimolare il talento e incoraggiare chi ha un’idea ma non lo spazio per presentarla.
L’ambiente è volutamente neutro per dare la possibilità a chi espone di personalizzarlo con le proprie creazioni o performance.

Il celebre aforisma di William Burroughs, “La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili”, è stato adottato dallo studio per esprime il proprio concept, perché come gli stessi soci dichiarano:
“Crediamo che la creatività sia qualcosa di dinamico, che si origina nella mente di un artista, prende forma in una sua creazione ed innesca in chi vi si ritrova davanti nuovi spunti di riflessione. Ci piace pensare che le persone, le idee, le opere ed i progetti che passeranno dal nostro spazio possano lasciare delle tracce nelle menti dei visitatori che hanno voglia di essere contaminate da tutto ciò che è originale e creativo. “70 m2” si rivolge a chi cerca lo scambio, a chi crede che il confronto sia la base di partenza per la crescita, a chi vuole condividere un’idea e trova nel lavoro di un collega lo stimolo per la riflessione, a chi, come noi, desidera aprire le porte a tutti coloro che hanno qualcosa da dire”.

“70m2” è stato inaugurato il 13 novembre 2009, ospitando ben 18 designers-artisti selezionati tra quelli disposti a partecipare ad esposizioni collettive o personali previste per il 2010.

A dicembre lo studio ha presentato ufficialmente il programma: a febbraio, "da materia a gioiello" collettiva di artisti-designers capaci di trasformare i materiali più vari in insoliti gioielli; ad aprile, Caterina Crepax con le sue seducenti creazioni di carta; a maggio, Costanza Algranti con i suoi pezzi realizzati con materiali vissuti, modificati dal tempo e dagli agenti atmosferici; in autunno, Paolo Ulian con la sua interessante serie di prodotti industriali, e "second life" , con un nutrito gruppo di designers che si dedicano al tema del "riciclo creativo".

Images © Studio 70m2

"De bustibus" è il titolo dell’evento in corso nel quale l’artista Caterina Crepax espone, come unica tappa in toscana, la sua nuova "fatica".

Invito "De bustibus" - L. Nikolova su busto di C. Crepax © Studio 70 m2

Caterina Crepax, artista nel plasmare la carta in abiti e oggetti d’arte di insolita bellezza, si ispira alla diffusissima locuzione latina che rivendica a ciascuno le proprie scelte e il piacere di spaziare tra forme, fantasia, proposte. In questa nuova mostra Caterina Crepax allestisce uno scenario suggestivo nel quale dodici inediti dei suoi ormai notissimi “busti” si illuminano di sapienti effetti di luci e colori, si raccontano in giochi di parole, si impreziosiscono di gioielli realizzati a mano in esclusiva con metalli, pietre, materiali, a sottolineare la bellezza di scegliere e di rappresentarsi, in un universo femminile infinitamente pieno di suggestioni. Insieme a Caterina Crepax, quattro artiste del gioiello, Nicoletta Cicalò (che firma con Caterina le "storie" narrate all'interno dei busti) , Claudia Gramegna, Elisabetta Nava e Lora Nikolova , hanno interpretato “a loro Busto” i temi proposti , realizzando ciascuna tre gioielli ideati e realizzati a mano in esclusiva per completare il racconto creato dall’Artista attraverso la Natura e i suoi Elementi, ironicamente protagonisti delle nuove opere presentate. Poesia e ironia, profondità e leggerezza, luci e ombre si rincorrono trasportando i visitatori in una dimensione un po' sognante attraverso dodici magiche storie .... a ciascuno la sua”. [dal comunicato stampa dello Studio 70m2]

La mostra è stata inaugurata lo scorso sabato 10 aprile e ha visto la partecipazione delle artiste.

Per la giornata conclusiva, prevista per il 24 aprile, Caterina Crepax sarà nuovamente presente per un incontro-colloquio con chi è interessato a conoscere la sua storia.



Studio di Architettura 70m2
Via Poggiali, 10
57125 Livorno